LA TORRE E IL CASTELLO

La dimora gentilizia che si vede adesso, ha incorporate due parti dell’antico castello di Bistagno: l’antica torre – una delle sei che intervallavano la cinta muraria – e le cantine.  L’antico castello era certo coevo con le torri, il cui uso risale ai secoli XIII e XIV. La Torre è a forma irregolare, quindi di aspetto poco comune e piuttosto raro nella zona. 

Gli ordinati d’archivio testimoniano sia che l’attuale torre faceva parte del palazzo ed era decisamente più alta delle altre che sorgevano lungo le mura, sia che il castello primigenio era munito di ponte levatoio e circondato da un ampio fossato.

LA GIPSOTECA MONTEVERDE    

Raccolta in 7 ampie sale, inaugurata nel 1987, ospita 29 opere dello scultore bistagnese Giulio Monteverde (Bistagno 1837 – Roma 1917), tra sculture in gesso, terrecotte ed un calco in cemento. Le opere che costituiscono la collezione bistagnese documentano le tappe salienti dell’attività dello scultore. La gipsoteca funziona grazie al contributo del Circolo Culturale Giulio Monteverde onlus. 

Per informazioni  www.gipsotecamonteverde.it

Le opere presenti nella Gipsoteca documentano le tappe salienti dell'attività artistica dello scultore, dal 1870 al 1917, anno della sua morte. Una visita alla Gipsoteca di Bistagno può considerarsi la riscoperta di un importante scultore dell'Ottocento italiano, dalla critica, a torto, un po' trascurato.

Scriveva Giulio Monteverde:

 "Mi riveggo in mezzo a quei campi, ove con la terra bagnata dei fossi facevo alcune figurine e le davo a mio padre affinchè le facesse seccare. Allora non potevo avere certo idea di ciò che fosse arte. Mi ricordo poi i castighi che mi prodigava il mio maestro di scuola, perchè invece di fare il compito riempivo i quaderni di pupazzi. Erano inutili quei castighi. Continuavo a imbrattare non solo i quaderni e i libri, ma anche i muri …"

Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista    

La Parrocchiale, oggi dedicata a San Giovanni Battista, è il tempio costruito all’atto della fondazione di Bistagno e terminata il 1° giugno del 1259, come testimonia una lapide murata sul lato destro della chiesa.

La lapide murata sul lato destro della chiesa reca: “A Dio ottimo grandissimo Questo edificio sacro Ciò intraprese il popolo Iniziato dalle fondamenta Benemerita chiesa Si occuparono di condurre a termine 1° giugno 1259”. La chiesa, prospicente con porticato sulla piazza, è composta da tre navate sostenute da due file di quattro colonne in pietra. Nel lato sinistro del presbiterio è collocata la statua in marmo della “Madonna col bambino” donata ai compaesani da Giulio Monteverde”.

Chiesa di Sant’Ambrogio    

La chiesa, rinnovata profondamente, è situata nel vecchio nucleo storico di Roncogennaro: in posizione dominante sulla popolosa frazione, e sulle due vallate a sud ed a nord.

Ricca di un bel campanile ed annessa casa canonica, offre una vasta spianata esterna ed una facciata ricca del sole che la investe per tutto l'arco della sua luce.

L'interno spazioso, pieno di chiarore, ottimamente conservato, reca addobbi sacri, statue e banchi degni di una chiesa importante. 

Santa Maria della Pieve o dell’Assunta   

Venne edificata sul luogo di una antichissima Pieve a poche centinaia di metri dal concentrico verso levante.   La ricchezza degli addobbi, l’abbondanza degli arredi sacri, la luminosità, il lindore e lo spazio, fanno di questa chiesa la numero due dopo la Parrocchiale per importanza, la prima per maestosità e bellezza.

Negli atti ufficiali d’archivio la chiesa viene citata definendola “..il più vasto e forse il più sontuoso di tutti gli oratori pubblici della diocesi di Acqui”.

A pianta centrale, l'edificio ruota intorno a un tiburio ottagonale e presenta una delicata facciata a due ordini con solenne fastigio nella parte superiore e oculo dipinto. Le fondamenta, a quanto risulta da un "ordinato comunale", erano già gettate nel 1719. Secondo alcuni studiosi, alla fabbrica della chiesa lavorò il grande architetto barocco A.B. Vittone.

Cappelleta Votiva di Santa Lucia

Sulla provinciale per Monastero, di proprietà privata: costruzione armonica e ben conservata, situata sulla strada provinciale che da Bistagno conduce verso Monastero, è il  luogo che segnò per Bistagno la fine della seconda guerra mondiale.

 Ha una storia recente ma significativa: su una lapide affissa su una parete si legge: “il 25 aprile 1945 si incontrarono i parlamentari tedeschi e partigiani per fissare gli accordi di resa e di salvaguardia per gli sconfitti, che consentirono di evitare al concentrico di Bistagno azioni di rappresaglia bellica”.  

Chiesa di San Paolo

In aperta campagna e seminascosta da un secolare castagno: per trovarla, occorre addentrarsi in una stradina di campagna, dalla provinciale che conduce a Monastero, sul lato destro.

Chiesa di San Donato    

Chiesa campestre che sorge al di là della Bormida, di fronte al mulino e nello stesso luogo, probabilmente, dove giungevano i passeggeri che guadavano il fiume, con la "nave”.