Cartosio fa parte di un circuito di torri d’avvistamento del basso alessandrino che, partendo da Merana, attaversava il colle di Cadibona e giungeva a Spigno: era in comunicazione con le torri di Vengore, Denice, Castelletto d’Erro, Cavatore, Terzo, Visone, fino ad arrivare al castello di Acqui Terme.

La Torre Medioevale

La torre è una costruzione molto solida a forma quadrata con piede a scarpa inclinato e una fontana su uno dei lati della base. Risalente probabilmente al 1300 D.C. vi si accedeva tramite ponte levatoio (che cadeva su un muro battiponte) dal castello limitrofo al quale si accedeva da un altro ponte levatoio. 

Lo spazio interno era diviso mediante tre solai in legno, di facile asportazione in caso di attacco nemico, e da una volta a botte, in pietra, a quota 11 m. All’ultimo piano sono ancora presenti un grande camino ed un lavabo in pietra ed è qui che probabilmente viveva la guarnigione di stanza alla torre. L’attuale ingresso alla torre, ancor oggi sito sul lato che fronteggiava l’antico castello, è raggiungibile con una scala a chiocciola esterna. La torre di Cartosio è visitabile fino alla terrazza posta sulla sua sommità.

La Torre fu così ben descritta da Roffredo: "in essa piazza e vicino all'angolo del nord-ovest si innalza una gran torre quadrata, minata nella sommità, che non tralascia però di essere ancora di ben quaranta piedi, sussistono in essa tre volti; l'accesso vi si aveva dalla parte del castello per mezzo d'un ponte levatoio che portava sul volto di mezzo vedendosi tutt'ora l'imposta nel muro del medesimo ponte; nel piano inferiore sotto il primo volto evvi un fonte d'acqua viva, quale si conserva in ogni tempo. Di presente si vede altra apertura stata fatta con la rottura del muro dalla suddetta parte del castello, che dà sul primo volto (l'attuale accesso), da questo si scende sull'altro volto per mezzo del foro quadrato esistente nell'angolo di detta torre al sud-est, ma non vi è scala alcuna; e dal secondo volto non si può ascendere all'ultimo che è alla total sommità che per un picciol foro triangolare esiste il detto terzo volto al cantone del nord-est, ma conviene anche ascendervi per mezzo della canna d'un camino ivi esistente".

Chiesa campestre di San Bernardo

In origine dedicata ai SS. Bernardo e Defendente ma ad oggi conosciuta come San Bernardo, è tra le più antiche del territorio. Si trova in Frazione Saquana, sulla diramazione del Sentiero CAI 570, lungo l’antica mulattiera che un tempo conduceva a mare.

All'interno della chiesa spicca la statua in legno di S. Bernardo di Chiaravalle.

Gli affreschi, tra cui un ex voto ed alcune volute in buona conservazione, inducono a pensare che la loro origine possa essere datata a cavallo tra il 1600 ed il 1700 D.C. .

Chiesa campestre di San Rocco (1600)

Risalente al 1600, è situata a pochi metri dalla Strada Provinciale Acqui-Sassello, nei pressi del cimitero di Cartosio, in Regione Castellarolo.

Chiesa della Madonna del Pallareto

Antico luogo di culto mariano, dalla semplice facciata a capanna, posto in una radura collinare in Loc. Pallareto conserva, oltre a pregevoli arredi lignei, uno dei più antichi ex-voto dipinti nella zona. Si trova lungo il Sentiero CAI 570.

Parrocchiale di Sant'Andrea Apostolo

La chiesetta di S. Pietro, costruita sui ruderi di un'antichissima chiesa circondata dal cimitero, corrisponderebbe alla primitiva parrocchia abbandonata all'epoca delle invasioni dei Saraceni e sostituita dall'attuale Parrocchia dedicata a S. Andrea Apostolo. Certamente anteriore al 1600, riedificata nel 1619 secondo il Casalis e ampliata più volte nel corso dei secoli. L'attuale linea architettonica risale alla metà del secolo XIX e presenta in facciata due artistiche statue in cotto: il Salvatore e la Madonna orante. Di forme tardo barocche non prive di influenze neoclassiche, ha un elegante protiro su colonne ioniche e un bel portale settecentesco di ingresso. La tela della Madonna del Rosario del Moncalvo, appena restaurata, è stata posta a fianco del portale di ingresso nella navata destra. Il campanile, alto circa 35metri, ha 6 campane. Sotto il piccolo pulpito in marmo davanti all’altare maggiore, in una teca di vetro, è custodita un’antica Bibbia del 1526 scritta in latino-gotico.

L'interno, a tre navate, conserva pregevoli affreschi del pittore acquese L. Laiolo e una ricca decorazione di L. Reposi (1912). Sono presenti tre graziosi altari in marmo (1970, ma in origine erano 5) e dieci vetrate istoriate di gusto classico della ditta Gibo. Ai lati dell’altare maggiore si trovano due affreschi del Laiolo, l’Annunciazione e l’Orazione nell’Orto degli Ulivi, eseguiti con la tecnica del “fresco secco”. I resti della Bibbia custodita in teca rappresentano circa un terzo del volume originale e costituiscono una parte dell’Antico Testamento. Il volume è da attribuirsi ad un editore di Lione.

Il Monumento all’Alpino ed il “Cammino per la Pace”   

Nello stesso viale alberato ove risiede il monumento agli Alpini caduti in guerra è stato allestito un percorso simbolico, inaugurato il 9 novembre 2014, denominato “Cammino per la pace”, in memoria di tutti i caduti, in cui ogni albero ricorda, con una targa in legno, un nome.

Tomba di Umberto Terracini

Nel cimitero di Cartosio riposano le spoglie del Presidente dell’Assemblea Costituente della Repubblica Italiana, Umberto Terracini.

Antifascista, condannato dal tribunale speciale nel 1928 a 22 anni di carcere. Ne scontò 11 in carcere, e in seguito venne confinato prima a Ponza e poi a Ventotene. Liberato nel 1943 alla caduta del fascismo, riparò in Svizzera e, durante la Resistenza, in veste di segretario generale, partecipò alla Giunta provvisoria di Governo della Repubblica libera partigiana dell'Ossola. Eletto Deputato all’Assemblea Costituente ne divenne presidente e diresse i lavori durante l’approvazione della Costituzione della Repubblica Italiana.

Monumento al disastro aereo

Monumento dedicato ai Caduti in un incidente aereo avvenuto il 7 dicembre del 1940 lungo la strada che porta alla Madonna del Pallareto. Semplice ma di grande forza evocativa in quanto rimanda a vicende belliche del secolo scorso, quando l’Italia era in guerra con la Francia nel 1940. 

Costituito da un basamento a gradinata semicircolare su cui si erge un cumulo di massi bianchi cementati che sorregge una lapide di marmo ed un’elica spezzata.I Caduti erano alti ufficiali dell’esercito della Commissione Italiana per l’Armistizio (siglato a Roma il 24 giugno 1940) cappeggiati dal generale Pietro Pintor che figura tra i Caduti.

Chiese campestri

-        San Giovanni Battista: Situata nella Frazione di Rivere e dedicata a San Giovanni Battista. E’ stata costruita nel 1925: in origine era un magazzino, venne donato alla parrocchia da un sacerdote della famiglia Gaino dopo la Prima Guerra Mondiale per tener fede ad un voto fatto.

-       San Pietro: Situata in Località Piano e risalente alla fine del 1600.

-       Dell’Ascensione: Dedicata all’Ascensione, è situata in Via Ponzone, lungo la strada che dal concentrico porta alla Loc. Pallareto, sul tracciato del sentiero CAI 570.

-       Chiesa di San Martino: Nei pressi di Loc. Colombara, è stata ricostruita in seguito ad un’alluvione.