Castelletto d’Erro – di cui si trovano tracce d’archivio in un documento del 1080, poi nel 1169 quando otto cittadini donarono il castello e le pertinenze ad Alessandria -  era fortemente strategico nel Medioevo,  quando l’abitato venne dotato della torre e di mura di cinta, erette a protezione dai nemici. Continue guerre venivano infatti combattute in zona tra le varie signorie del luogo e tra gli eserciti genovesi e quelli dei comuni della pianura. Dapprima fu feudo dei marchesi del Monferrato, in seguito dei Guasco di Alessandria e poi degli Asinari della vicina Cartosio. Fu anche scenario delle battaglie delle armate francesi e spagnole.

Nel 1169, per ragioni non documentate, alcuni abitanti di Castelletto donano il castello e la città con tutte le pertinenze ad Alessandria. Nel 1205 la località è occupata dagli alessandrini per due anni, quando l’intervento di Milano porta a una pacificazione e all’attribuzione del feudo al vescovo di Alessandria. Tuttavia, il 9 agosto 1207, in seguito alle spartizioni scaturite dalla pace tra Acqui e Alessandria, ritorna al vescovo di Acqui. Pochi anni dopo (1220 e 1223) è da Castelletto che il vescovo di Acqui, Anselmo, autentica alcuni diplomi pertinenti la chiesa acquese e dirime una causa tra il capitolo cattedrale e il monastero di S. Pietro di Acqui. Durante il Trecento Castelletto risulta infeudata ai marchesi di Monferrato dal vescovo, sebbene la città e il castello siano spesso occupati da altri signori locali in lotta con quest’ultimo, come nel caso di Alessandro Asinari (1333 ca): questo fatto provoca un richiamo da parte del vescovo Oddone verso Teodoro, in teoria impegnatosi a difendere la città dai nemici episcopali.

Nel 1340 ha luogo una nuova investitura da parte del vescovo a Giovanni del Monferrato, a semplice conferma del più antico legame di dipendenza marchionale verso la chiesa acquese per alcune località. E ancora pochi anni dopo (12 novembre 1343) il nuovo vescovo stipula un accordo con i marchesi del Carretto per riappropriarsi del castello e della città di Castelletto, da questi detenuti ingiustamente, nonostante una precedente sentenza arbitrale. Come conseguenza di tale recupero, il vescovo ordina subito agli abitanti di Castelletto di versare esclusivamente alla mensa episcopale ogni tipo di imposta.

Nel 1383 sempre il vescovo commenda il castello di Castelletto, con la giurisdizione annessa, a Teodoro marchese del Monferrato, trattenendo per sé, tuttavia, il ricavato derivante dai beni della chiesa nel luogo suddetto, ad esclusione di ciò che serve al marchese per la difesa. Nel 1435 entra a far parte del dominio sabaudo con il trattato di Torino e la sottomissione del marchese di Monferrato al duca. Infine è conservata l’investitura di una porzione del feudo di Castelletto nel documento con in quale il duca Emanuele Filiberto concede a Bartolomeo Scarampi alcune porzioni di Montaldo, Saleggio, Castelletto, Gorrino, Denice e 1/8 di Roccaverano. Nel 1730 viene istituita la provincia sabauda di Acqui attiva fino al 1798. Castelletto seguì le vicende di tutti i comuni della zona adiacente la Val Bormida di Spigno: nel periodo napoleonico, in un primo momento, fu inserito nel dipartimento del Tanaro e, successivamente, nel dipartimento di Montenotte.

L’Editto Regio del 27 ottobre 1815 decretò la costituzione della provincia di Acqui divisa in quattro cantoni: Ponzone, Pareto, Bistagno e Roccaverano. Castelletto d’Erro fu inserito nel cantone Bistagno con Montabone, Ponti, Rocchetta Palafea e Sessame. La provincia di Acqui gravitava nella Divisione di Alessandria, ricostituita dal Regno di Sardegna nel 1819, dopo il periodo napoleonico.

Il riordino amministrativo del Regno di Sardegna del 1848 fece confluire parte della provincia di Acqui nella provincia di Savona. Castelletto d’Erro rimase stabilmente legata alle sorti di Acqui. A partire però dal 1860, il Regno di Savoia ristruttura nuovamente l’assetto amministrativo della zona e buona parte della provincia di Acqui viene smembrata e distaccata nella provincia di Alessandria. Tra i luoghi di pertinenza della provincia di Alessandria troviamo proprio Castelletto d’Erro.