Numerose le testimonianze del passato di Melazzo che si possono ammirare passeggiando per le sue strade.

L'omonima pieve di San Bartolomeo, non più esistente, si trovava nel fondovalle tra il rio Caliogna e il torrente Erro.

CASTELLO GANDOLFI

Ricostruito del XVI secolo su preesistente impianto medievale di casa fortificata. La torre centrale, coincidente con l'ingresso principale, è caratterizzata da finestre ad arco, da bifore e da un coronamento di archetti sospesi in laterizio e decorazioni ad arco.

Il parco a sud ha origini dall'antica Piazza d'Armi del Castello e termina con il cammino di guardia, protetto dall'originario muro difensivo merlato dotato di aperture e feritoie, tutte strapiombanti sui sottostanti imponenti bastoni in pietra, di circa 20 metri di altezza. Il panorama di cui si gode è straordinario e suggestivo e abbraccia l'intero paese e la sottostante valle dell’Erro.

LA TINAZZA

Fortificazione a pianta ottagonale, con quattro torri angolari “a filo”, nota anche con il nome di "Tinazza", per la forma che ricorda quella di un tino capovolto. Eretta nel XIV secolo, sorvegliava lo sbocco delle valli della Bormida e dell’Erro. 

Le opere presenti nella Gipsoteca documentano le tappe salienti dell'attività artistica dello scultore, dal 1870 al 1917, anno della sua morte. Una visita alla Gipsoteca di Bistagno può considerarsi la riscoperta di un importante scultore dell'Ottocento italiano, dalla critica, a torto, un po' trascurato.

Scriveva Giulio Monteverde:

 "Mi riveggo in mezzo a quei campi, ove con la terra bagnata dei fossi facevo alcune figurine e le davo a mio padre affinchè le facesse seccare. Allora non potevo avere certo idea di ciò che fosse arte. Mi ricordo poi i castighi che mi prodigava il mio maestro di scuola, perchè invece di fare il compito riempivo i quaderni di pupazzi. Erano inutili quei castighi. Continuavo a imbrattare non solo i quaderni e i libri, ma anche i muri …" 

CHIESA DELL'ANNUNZIATA (1600)

Subito fuori il concentrico del comune di Melazzo nella zona alta del paese. Custodisce numerose opere: la “madonna del Rosario” di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, l’ultima cena e affresco di San Guido di Felice Serono 1856, la “vergine col bambino” di Giuliano Rusello 1650. Tradizione popolare tramandata oralmente vuole che questa chiesetta santuario sia stata eretta sul luogo dove alcuni bambini, mentre giocavano, rinvennero l’immagine della Madonna, ora sistemata sull’altare.

La lapide murata sul lato destro della chiesa reca: “A Dio ottimo grandissimo Questo edificio sacro Ciò intraprese il popolo Iniziato dalle fondamenta Benemerita chiesa Si occuparono di condurre a termine 1° giugno 1259”. La chiesa, prospicente con porticato sulla piazza, è composta da tre navate sostenute da due file di quattro colonne in pietra. Nel lato sinistro del presbiterio è collocata la statua in marmo della “Madonna col bambino” donata ai compaesani da Giulio Monteverde”.

ORATORIO DI SAN DEFENDENTE (XV sec.)  

Fu costruito dai terrieri locali in regione Caliogna. Nel 1707 venne interdetta ma gli abitanti supplicarono il vescovo di continuare a tenerla aperta, e così fu dall’anno successivo.

Nel 1790 è stata rinnovata l’abside e aggiunta una tettoia in facciata. In seguito è stata costruita una piccola sacrestia (1820), mentre nel 1890 fu eretto il campanile, di circa 12 mt.  

CHIESA DI SAN SECONDO 

Attualmente isolata tra i campi presso la borgata omonima, in frazione Arzello, è un edificio romanico del XII secolo caratterizzato da una navata unica e ampia, illuminata da tre monofore e da una bellissima abside semicircolare in conci di pietra locale.

Ai fianchi dell’altare maggiore si possono notare quattro semicolonne con capitelli cubici che separavano il presbiterio dalle cappelle. E’ legata storicamente al processo di riorganizzazione della diocesi acquese attuato da San Guido.

CHIESA DI SAN BARTOLOMEO APOSTOLO 1759

È una chiesa dello Spirito Santo: costruita sul sedile di una chiesa preesistente che all’epoca minacciava di rovinare l’oratorio di S Sebastiano. Composta di 8 altari, il campanile è stato successivamente restaurato nel 1923.

Nel 1957 furono necessari interventi di sottomurazione e consolidamento perché la navata sinistra dell’ingresso mostrava segni di cedimento. Nel 1959 sotto la guida del parroco, nell’ambito dei lavori di ristrutturazione e di consolidamento che coinvolsero l’intera chiesa parrocchiale, vennero rifatti i pavimenti delle navate laterali e furono rivestiti in marmo i basamenti di tutti i pilastri della chiesa. 

ORATORIO DI SAN PIETRO MARTIRE

Edificato nel centro del paese nel 1757-1759, conserva decorazioni in stile barocco piemontese e un dipinto attribuito a Guglielmo Caccia detto Il Moncalvo che rappresenta la Madonna del Rosario. Inoltre si possono ammirare gli affreschi del Muto e un quadro dedicato a San Luigi opera di Rodolfo Morgari. 

 

Pregevoli gli arredi lignei in noce massiccio mentre il bancone per le messe solenni e la scala del pulpito, datate secondo ottocento, sono opera dello scultore melazzese Angelo Bergolino. La Chiesa custodisce le spoglie di alcuni autorevoli esponenti del casato Scati-Grimaldi, insigne anche per la speciale protezione e benevolenza mostrata verso il paese.

VILLA SCATI (VILLA QUARTINO) 

Villa in stile liberty che fu acquistata dal Conte Gregorio Scati nel 1684 dai Conti Avellani. Circondata da un parco secolare, ristrutturata dopo anni di semi abbandono è stata trasformata in un b&b, sporting club, ristorante, centro benessere.

Nel 1883 il Conte Vittorio Emanuele Scati di Casaleggio proseguì l'ampliamento della villa su disegni di Giovanni Ceruti, noto progettista dell'epoca, autore anche del progetto della Bollente e del primo nucleo del Grand Hotel "Nuove Terme".

Tra la fine dell'800 e l'inizio del '900 furono terminati i lavori di ampliamento che consentirono alla villa di assumere le dimensioni e l'aspetto attuale. Gli Scati, unica famiglia nobile di origine acquese presente alla corte dei Savoia, raggiunsero il massimo splendore quando la Marchesa Costanza Scati Grimaldi del Poggetto divenne dama di compagnia della Regina Maria Adelaide. In tale periodo furono ospiti alla villa innumerevoli personaggi illustri, tra cui Guglielmo Marconi, Silvio Pellico ed esponenti della famiglia Savoia e della nobiltà dell'epoca. Tra i vari esponenti della Casata, è doveroso ricordare Vittorio Emanuele Scati (1844 - 1904), eminente studioso di storia locale di rinomanza regionale. Fu sindaco del paese, facendo realizzare molte opere pubbliche, la più significativa delle quali è il tronco stradale del Recamo.

Si mormora che nascosti e antichi cunicoli colleghino la Villa al sovrastante Castello di Melazzo dove, dal 1330 al 1333, Enrico II Plantageneto re d'Inghilterra trascorse gli ultimi anni della sua vita.

CHIESA DI SAN GIUSEPPE 1850   

L’interno di questa chiesa si presenta strutturato in un’aula unica con una volta a botte, una volta ellittica su pennacchi di volta a vela, su base rettangolare, ancora una volta a botte ed infine una volta a semi bacino, non perfettamente circolare.