Il territorio di Merana si sviluppa sulla sinistra del fiume Bormida con un paesaggio caratterizzato da argentei calanchi che da aprile a giugno si arricchiscono di bellissime fioriture di ORCHIDEE spontanee, come l'Ophrys, la Cephalanthera, le Orchis, le Serapias, la Globularia , l’acnàtero, la ginestra, il lentisco, il timo, il viburno, il maggiociondolo e l'orniello. Nei boschi sono protagonisti la roverella, l’orniello e il pino silvestre.

Il territorio è percorso da diversi torrenti, con ambienti più umidi in cui crescono ottimi tartufi bianchi.

Sui crinali delle colline e sui calanchi, in alcune fessure, o nei rari tratti concavi dove si può fermare l'acqua, oppure su alcune creste dove è stata possibile la copertura di sabbie, sono presenti come specie pioniere l'erba "barca" o paleo comune (Brachypodium pinnatum) in grado di rallentare l’erosione dei calanchi. 

Sentieri

L'evoluzione geologica in queste zone ha creato un paesaggio insolito, datata da circa 35 a 5 milioni di anni fa, è legata al Mare Paleo-Adriatico che all'epoca occupava l'odierna Pianura Padana lambendo le coste delle valli piemontesi in un contesto geografico completamente diverso da oggi. Gli itinerari qui organizzati permettono ai partecipanti di conoscere la storia geologica del territorio e, sul filo della geologia, toccare la storia, la botanica e la cucina locale.

Sui crinali delle colline, sui calanchi e nei canaloni si snodano strade campestri e sentieri d’intatto fascino naturalistico, ancora oggi percorribili, che collegano il territorio di Merana con Serole (AT), Roccaverano (AT), Cortemilia (CN), Pezzolo Valle Uzzone (CN) e Piana Crixia. Camminare sui calanchi, alla scoperta di forme di erosione scolpite negli antichi sedimenti marini delle Langhe, i "muriòn", misteriosi personaggi di pietra che si susseguono a decine fra le ginestre e il timo, è un’esperienza di rara bellezza. Dalla sommità della torre di Merana si può ammirare il paesaggio che va dalla Langa alla costa ligure sino all’acquese. 

Seguendo i segnavia bianchi e rossi, dal centro di Merana si sale rapidamente incontrando le marne della Formazione di Rocchetta con i suoi affascinanti calanchi. I sedimenti marnosi cedono successivamente spazio alla Formazione di Monesiglio, costituita da sabbie grossolane gialle o rossastre inglobanti grossi noduli arenacei. Il paesaggio diviene un singolare giardino roccioso da cui spuntano varie forme somiglianti chi ad una grossa rana, chi ad una testa di coccodrillo, chi al corpo di una sfinge. È l'opera dell'erosione selettiva che risparmiando "i noduli arenacei, più duri delle sabbie che li avvolgono, ha formato delle vere e proprie sculture: i cosiddetti "muriòn" termine dialettale nato dalla fusione di muròn - faccione e riònd – rotondo.)

 

Sentiero Anello di Merana – Sentiero Cai n. 575 Km 10,52 (Merana - Torre San Fermo - Case Varradi - Case Galli - Merana) 

http://www.provincia.alessandria.gov.it/sentieri/index.php?whattodo=sentieri&file=singola&id=108 

Percorso Botanico

Percorso situato sulla collina di San Fermo, attorno all'omonima Torre medioevale e alla cappella dedicata al santo.

Dall’area di sosta attrezzata si snoda il percorso botanico realizzato dagli allievi della scuola media di Spigno Monferrato guidati dal prof. Marino Caliego e dall’esperto prof. Renzo Incaminato, con bacheca esplicativa e tabelle delle specie botaniche, premiato nel concorso Centomontagne del 2007. Il territorio di Merana confina con il Parco Regionale di Piana Crixia e ne ha le stesse caratteristiche morfologiche.