Il territorio di Merana è costellato di piloni votivi posti lungo le antiche vie collinari. Alcune chiesette segnano gli antichi percorsi devozionali delle ”rogazioni”. Le rogazioni,  istituite da Papa Gregorio nel 600 circa, erano processioni che si facevano cantando le litanie dei Santi e altre preghiere per implorare da Dio i beni spirituali, la conservazione e la prosperità delle messi e dei frutti della terra

La Torre, recentemente restaurata, con la chiesetta sul colle di San Fermo e la borgata dei Ghioni con gli antichi voltoni in pietra di Langa, meritano un’attenta visita. All’interno della Parrocchiale la preziosa Pietà lignea di scuola renana del primissimo Cinquecento restaurata dall’opificio delle Pietre dure di Firenze.

LA TORRE DI SAN FERMO

La torre è posta sul colle di San Fermo e consente una veduta globale della Valle Bormida di Spigno che, fin da età Romana, era percorsa dalla via Aemilia-Scauri che collegava Acqui con la costa savonese.

La torre di Merana è costruita con pietre di Langa disposte in modo irregolare, mentre negli angoli sono stati utilizzati materiali lavorati; la base è quadrata con lati di m. 4,50 e uno spessore di circa cm. 80 per un’altezza di m. 25.

La sommità della torre era decorata da due ordini di archetti, a tutto sesto gli inferiori, a sesto acuto i superiori, poggianti su mensoline arrotondate.

All’interno è stata costruita, fino alla sommità, una scala con gradini in legno: permette visite in sicurezza e il monitoraggio continuo delle strutture. Per giungere all’attuale ingresso della torre, che si trova in corrispondenza di un presumibile camminamento di ronda, in accordo con la Soprintendenza, si è collocata una scala a chiocciola di metallo.

Chiesa Parrocchiale di Maria Ausiliatrice

L’attuale chiesa Parrocchiale fu inaugurata solo nel 1941, costruita a fondovalle accanto alla ferrovia,  su progetto del Canonico Thea di Acqui Terme. La “Pietà”, scolpita in un unico tronco di quercia, risale al primissimo Cinquecento, parte centrale di un “retablo”. Opera di artisti dei Paesi Bassi, è giunta a Merana attraverso scambi e vie commerciali dell’area ligure, probabilmente al tempo in cui facevano parte dell’impero di Carlo V°, al quale appartenevano anche i territori di Merana.

Con l’accorpamento del ventennio fascista di Merana con Spigno, vengono venduti i beni comunali ad un armatore savonese, compreso la chiesa seicentesca, posta sul colle ove oggi rimane solo il cimitero. Alcuni arredi con la bellissima  pietà lignea sono conservati nell’attuale Parrocchiale.

Chiesetta di San Fermo

La seicentesca chiesetta di San Fermo si erge nel luogo della originaria parrocchia di San Nicolao. Nel 1565 la chiesa, situata sul monte del castello, è in cattivo stato e quasi sprovvista di arredi sacri. Nel 1580 venne quindi proposto, stante che la chiesa era scomoda e distante dalle borgate del paese, di erigerne una nuova in luogo più agevole: venne poi fabbricata nei pressi dell’attuale cimitero (demolita a favore del nuovo edificio di fondovalle inaugurato nel 1941).

ARCHIVIO STORICO

Il libro catasto della “Magnifica comunità di Merana” del 1700 è stato restaurato ed è consultabile anche on line. (mettere il link al sito) L’archivio fotografico (fototeca), unitamente all’archivio storico, costituiscono l’attuale patrimonio storico del Comune di Merana.

L’archivio storico del Comune, oggi riordinato, è consultabile anche se è stato danneggiato dallo spostamento dei faldoni con l’accorpamento del ventennio fascista. Merana è stata pesantemente coinvolta  dalla lotta partigiana, qui particolarmente cruenta, che vedeva i “repubblichini” sistemati nella locanda “Piot” in centro paese combattere i partigiani sulla Langa alle spalle di Merana, è in quel contesto che va a fuoco la Canonica con la perdita dell’archivio parrocchiale.

Dal 2004, con la mostra di vecchie fotografie dal titolo “Fotografia e memoria”, è stato recuperato il patrimonio fotografico delle famiglie di Merana. Questo importante lavoro, a cui ha partecipato tutta la comunità, ha poi permesso la pubblicazione  di due volumi: ”Merana e la sua gente” e “Merana in tempo  di guerra e di pace” edizioni Grifl di Cairo Montenotte curati da Silvana Sicco. A Merana esisteva la confraternita dei Battuti e delle figlie di Maria, di cui rimangono solo le foto nei libri fotografici.