Il popolamento del territorio di Morbello si può far risalire al periodo paleolitico medio, vale a dire dai 100.000 ai 40.000 anni fa. Le popolazioni che vivevano nel territorio appartenevano alle tribù dei Liguri di origine non Indoeuropea. Di qui forse passavano alcune strade che si collegavano con le più importanti vie che portavano al mare di Liguria e al retroterra Padano. I Liguri erano tribù bellicose e forti che però lasciarono poche tracce della propria civiltà e furono successivamente scacciati dai Romani.

Le vicende di Morbello sono uno spaccato di storia ligure-monferrina. Posto sulle direttrici varie tra il mare e la pianura, fu abitato fin dai primordi e conobbe le varie dominazioni che si successero nei secoli fino alla annessione allo Stato Sabaudo. Liguri, Romani, Longobardi, Franchi, Aleramici, Malaspina vi sono ben rappresentati, così some gli istituti politico-economici-sociali: il castellaro, il castello, il feudo, il comune, la signoria.

Negli anni 59-50 a.c. Giulio Cesare utilizzò queste zone come basi strategiche per la conquista ed il governo della Gallia (attuale Francia). Quando incominciò a decadere l’Impero Romano in questa zona fioriva l’agricoltura ed i traffici commerciali: le strade erano percorse da carovane colme di merci di ogni genere. Fu questo un buon motivo per i barbari invasori per venire ad appropriarsi e ad occupare questi territori. 

Successivamente giunsero i Longobardi che portarono un po’ di pace, ed in seguito i Carolingi, che con Carlo Magno portarono una grande organizzazione e legislazione. Gravi difficoltà di vita furono portate invece dai Saraceni con saccheggi, distruzioni e morte.

Morbello compare citato per la prima volta in un documento scritto la "Charta di fondazione e donazione dell'Abazia di San Quintino in Spigno" del 4 maggio 991 con il nome di Mirbello: rimase sotto i Signori del Bosco dal 1150 fino al secolo XIII. Essi erano discendenti da Ugone figlio di Anselmo secondogenito di Aleramo. Il 10 settembre 1223 i Signori di Morbello si sottomettono a Genova offrendole in dono due parti di Lerma, ottenendone nel contempo l’investitura del Feudo. Agnese, ultima erede dei Signori del Bosco, sposò Federico Malaspina del ramo Dello Spino Secco.

Gli Statuti di Morbello risalgono al 1306. Il 14 aprile 1589 il feudo di Morbello, dopo varie vicissitudini,  viene in possesso di Guglielmo Busca signore di Neviglie che lo acquistò da Bartolomeo Beccaro di Baldasarre nativo di Grognardo (da qui il nome Beccaria). Successivamente Morbello subì la denominazione dei Gonzaga dipendendo dal Senato di Casale e non fu questo un periodo facile e tranquillo. 

Morbello vide la presenza dei Savoia, ed il passaggio sotto di essi comportò alcune difficoltà: anche se furono mantenuti gli ordinamenti comunali e furono rispettate le consuetudini locali, l’imposizione di pesanti contributi, l’istituzione di nuove imposte gravarono non poco sulla popolazione.

Anche Morbello ebbe il suo Podestà e nella prima metà del settecento, dopo la creazione della provincia di Acqui, venne nominato per mandamento di Ponzone.

Morbello incontrò molte difficoltà durante il periodo napoleonico, mentre un importante cambiamento amministrativo ci fu nel 1814 quando Morbello venne a far parte della provincia di Alessandria e Ponzone ne fu il suo centro mandamentale. 

Durante il periodo della Resistenza Morbello, per la sua particolare ubicazione, offriva rifugio ai gruppi partigiani ed ebbe a subire tra il 25 luglio 1943 ed il 25 aprile 1945 numerosissimi rastrellamenti da parte delle forze nazifasciste.

In tutte le cascine sparse nelle colline circostanti si nascondevano partigiani: i nostri contadini diedero loro aiuto e collaborazione fornendo nascondigli, viveri, coperte ed informazioni, mettendo a repentaglio la loro vita e quella dei propri famigliari.

Esiste una lusinghiera leggenda secondo la quale il toponimo MORBELLO deriverebbe da “AMOR BELLO”, dolce espressione attribuita ad un galante cavaliere che si rivolgeva alla sua amata fanciulla; pur essendo un’allettante interpretazione non ha nulla a che vedere con una seria indagine toponomastica. Interpretazioni da ritenere valide sono quelle che considerano questo toponimo derivante da “MONS-RUBENS” (plenus) cioè “monte coperto di roverelle”. Altri lo fanno derivare da “MONS-BELLUM” cioè luogo legato all’idea di guerra. Altri ancora lo fanno derivare da “MONS-RUBELLUM” cioè “rossiccio”, come poteva apparire all’osservatore lontano, per il colore rossiccio della pietra e della terra di cui è costituito il monte Laione, la cima più alta e quindi visibile anche dai luoghi circostanti.