Palazzi nobiliari, portali in arenaria scolpita, logge e ballatoi individuano un vero e proprio percorso della memoria tra strette vie, archivolti, passaggi aerei.

Alcune lapidi ricordano il passaggio di grandi personaggi, tra cui il papa Pio VII prigioniero di Napoleone.

Il Castello

La parte più alta del paese di Spigno è dominata dai resti del castello, al centro di un'area circondata da un muro di fortificazione e dalla Chiesa Parrocchiale di Sant'Ambrogio.

Non si conosce la data precisa della costruzione del castello, realizzato probabilmente dai Marchesi del Carretto.

Sappiamo però che esso esisteva già certamente nel 1139, perchè viene citato in un documento scritto in quell'epoca. 

I ruderi del castello sono ancora oggi al centro di una vasta area, attualmente di proprietà privata, circondata da un muro di fortificazione in pietra con una piccola torre a pianta circolare, oggi inclusa nel moderno cimitero. L'area corrisponde a quella del cosiddetto "castellaccio", che era lo spazio dove gli antichi abitanti di Spigno conservavano le provviste alimentari e si rifugiavano in tempo di guerra.

Abbazia di San Quintino

Di forme romanico-borgognone, ha una struttura molto semplice nella forma esterna a capanna con due spioventi, lesene di facciata e piccola vela campanaria al colmo del timpano. L’abbazia ha perso molto delle strutture originarie: all’interno, è ridotta ad appartamento privato e resta solo una cappella con alcune lapidi romane e rinascimentali, oltre a tracce di affreschi dell’XI secolo, purtroppo non visitabili. Il complesso monastico, oggi casa colonica, ha ancora parte della cripta antica.        

Oratorio dell’ Annunziata

Di forme tardorinascimentali, è stato completamente restaurato all’esterno, mentre all’interno conserva una bella quadreria proveniente dai conventi spignesi soppressi.

Parrocchiale di Sant’Ambrogio    

La grande chiesa dalla facciata a bande su stile ligure sorge in suggestivo isolamento al centro di un prato già occupato dal primo cimitero del paese, cui si accede tramite un arco. Nel portale d’ingresso, doppie colonne su alti plinti reggono un epistilio con iscrizione centrale sormontato da pigne decorative e da un fastigio a volute che incornicia una nicchia al cui interno alloggia una statua del titolare. Alla base della statua è incisa la data 1592. 

L’edificio rientra nella tipologia controriformistica: pianta basilicale a tre navate, divise da tozze colonne a rocchi di pietra scanalati, con capitello tuscanico. Del tardo Cinquecento sono pure una pala con Madonna, Bambino e Santi, il battistero e un’acquasantiera, mentre l’arredo ligneo e gli altari in stucco sono di epoca posteriore; l’altare maggiore, con elegante balaustra, è del 1744, il pulpito di marmo intarsiato del 1750. 

Madonna del casato

Tra tutte le chiese di Spigno riveste particolare importanza storica ed artistica la Madonna del Casato, chiesina posta lungo la strada verso Merana che conserva al suo interno importanti affreschi tardogotici del Maestro di Roccaverano (1480 circa).  

Il Ponte di San Rocco

Praticamente intatto nelle forme originali, il ponte duecentesco a schiena d'asino che collegava l'abbazia alla Via Aemilia è interamente in pietra arenaria, sormontato al colmo da due cappelline utilizzate per la riscossione dei pedaggi. 

 

Lo scenario suggestivo è stato il fondale di famose scene del film "Il diavolo al Pontelungo", tratto dall'omonimo romanzo di Bacchelli.