Il centro storico di Terzo domina dall’alto delle rocche il Bormida: cresciuto attorno al castello medioevale ed esteso in aree di pendio verso est e nord – est, dopo l’incendio del 1691 si estese oltre la Via Larga, oggi Via Tenente Gallareto, costruendo dimore tipicamente rurali. Torre, chiesa, palazzo con torretta sono i simboli dei tre poteri: feudale, religioso e borghese che esercitarono la loro influenza sulla popolazione locale.

Parrocchiale di S. Maurizio 

Una chiesa dedicata a S. Maurizio è segnalata a Terzo già nel Medioevo, ubicata probabilmente nei pressi dell’attuale. Nella seconda metà del ‘500, mentre gli Avellani diventavano i nuovi signori di Terzo, l’antica parrocchiale venne profondamente ristrutturata: una trasformazione così radicale da poter essere definita una vera e propria ricostruzione dai documenti coevi, dotata di numerose cappelle laterali e di una sagrestia attigua, era circondata da cimitero.

Nel 1758 le autorità ecclesiastiche sollecitarono la costruzione di una nuova chiesa parrocchiale: probabilmente l’antica era ormai incapace di contenere la popolazione aumentata e le migliori condizioni politiche ed economiche permettevano ai terzesi di ristrutturarla. Lo sforzo finanziario richiesto agli abitanti fu notevole e i lavori continuarono per anni, concludendosi soltanto negli anni ’70 del ‘700, per essere infine consacrata nel 1893.

Oratorio di S. Antonio Abate 

Oratorio da sempre associato alla omonima confraternita, popolarmente detta dei “Battuti” per l’antica consuetudine di “battersi” con flagelli, cioè fruste di strisce di cuoio, rami e, più tardi, stoffa. La presenza di questa chiesa e della sua confraternita risale almeno al ‘500: situata nell’area interna dell’antico borgo murato, accanto al castello di cui rimane ancora la Torre, ed a pochi passi dallo strapiombo delle Rocche e dall’imbocco del Muntajot, il sentiero che tradizionalmente conduceva alla Braia e quindi alla strada per Acqui.

L’antica chiesa fu più volte rimaneggiata nel corso dei secoli ed infine incendiata e distrutta nell’incendio del 1691. Nel 1699 l’attuale oratorio risultava già costruito, più ampio e più arretrato rispetto al precedente, in modo da ottenere una piccola piazza.

L’ORGANO LINGIARDI 1853

Lo strumento, ubicato nella parrocchiale di San Maurizio,  si presenta completo della parte fonica originaria: terminato il restauro nel 1999, è stato inaugurato con una stagione di concerti di elevatissimo livello, che proseguono con regolarità.

La Torre 

L’imponente ma slanciato edificio a base scarpata è quello che rimane delle strutture fortificate del castello di Terzo, già presenti nel X secolo, ma ristrutturate tra la fine del ‘300 e gli inizi del secolo successivo dalla potente famiglia feudale dei Malaspina, che proprio in quel periodo assumeva il dominio di Terzo. Successivamente l’architettura venne rinnovata più volte, fino al definitivo abbandono alla fine del ‘700.

Tra la fine del ‘400 e la prima metà del ‘500 il castello venne nuovamente trasformato, sia nella parte inferiore sia nella sommità, ove venne aggiunta la loggia. Alla fine del ‘600, inizio ‘700 risalgono le volte a padiglione, l’apertura delle porta di accesso e delle finestre rettangolari. Quest’ultimo intervento può connettersi all’incendio del 1691 operato dalle truppe tedesche di Eugenio di Savoia, che privò il castello di Terzo di ogni interesse difensivo, limitandone definitivamente lo scopo a uso residenziale fino alla rovina del castello alla fine del ‘700, di cui la Torre rimane l’unica testimonianza ancora visibile.