Il Castello

Visone si segnala, fin dalle origini, per la presenza di un castello e per il legame con la stirpe aleramica: la prima citazione della località è contenuta nella Charta di fondazione e donazione dell’Abbazia di S. Quintino in Spigno, datata 4 Maggio 991; nel documento il Marchese Anselmo, figlio di Aleramo, donava ai monaci dell’Abbazia cinque “mansi in loco et fundo Vidisione”. L’ultima costruzione del castello è però attribuita ai Marchesi Malaspina che ressero Visone nel secolo XV.

Inizialmente presentava un’antica torre romanica sulla quale venne quindi costruita quella che, seppur diroccata, ancora oggi si nota: fra le caratteristiche, l’assenza totale di finestre e la merlatura guelfa (abbastanza inconsueta per il Monferrato) che poggia su archi e piccole mensole. Attorno al Castello sorgeva il Borgo Medievale, considerato uno dei più importanti dell’Architettura feudale del Basso Piemonte, e nel corso dei secoli furono molte le famiglie che si succedettero nel dominio del Castello e del Borgo:

il feudo faceva gola a molti potenti sia per le sue famose cave di calce, sia perché si trova sulla strada strategica di collegamento con il mare. Dopo i Malaspina, nel 1519 il Castello fu acquistato dalla famiglia dei De la Corba, quindi nel 1652 risulta investito di Visone Aloisio Centurione di Genova. Con il Trattato di Vienna del 1703 il paese fu poi ceduto alla Casa Savoia; la famiglia dei Centurioni reggerà fino al 1917 la proprietà del Castello, poi ceduto alla famiglia Barberis di Bistagno.

Nel 1943 la Torre e i resti del Borgo furono inscritti tra i beni e i monumenti vincolati del territorio visonese. Nel 1990 la famiglia Beccario, proprietaria del castello nel secondo dopoguerra, dona la Torre Medievale al Comune di Visone; l’ultimo restauro risale al 1992.

Chiesa di S. Rocco

La chiesa, del XV secolo, è situata nel centro dell’abitato, ha una sola navata e sull’architrave del portale, scolpito in arenaria delle cave di Visone, vi è una suggestiva immagine di San Pietro con i santi Maggiorino e Guido. All’interno si trovano un crocifisso ligneo ed alcune opere del pittore Giovanni Monevi (sec. XVI).

Originariamente dedicata a San Pietro Apostolo, è oggi nota come Oratorio di S. Rocco. Nel 1523, anno in cui era in atto una violenta epidemia di peste, gli abitanti di Visone decisero di dedicare la chiesetta a San Rocco affinché il paese fosse risparmiato dal contagio (il santo era popolare per le sue doti taumaturgiche ed era invocato contro le pestilenze).

Divenne quindi sede della Confraternita dei Disciplinanti di San Rocco, fondata nel 1583.

Chiesa di S. Croce

Si trova sulla cima del Monte Menno (405 m), dolce rilievo dell’Acquese, ove è stata posta una grande croce moderna, dal quale si gode di uno splendido panorama sul territorio circostante.

Il percorso scende a piccoli tornanti lungo il versante sud del rilievo interamente ricoperto dalle ginestre per arrivare alla piccola frazione di Santa Croce, ove si trova la Cappelletta di N.S. della Salute, dedicata a Monsignor Pietrino Principe, originario di questi luoghi. La piccola Chiesa, inizialmente dedicata alla S. Croce e ora Santuario della Madonna della Salute, risale al XI sec. ed era punto di riferimento per pellegrini e fedeli che spesso vi soggiornavano lungo la via verso il santuario genovese della Madonna della Guardia o il santuario delle Rocche di Molare. All’interno è di rilievo una tela raffigurante il martirio di S. Sebastiano.

Cimitero e Chiesa di San Pietro 

All'estremità dell'abitato, verso Ovada, si trova il cimitero nel quale si trovano gli avanzi di un'abside romanica appartenente ad una chiesa dedicata a San Pietro risalente all'XI secolo. La Chiesa Cimiteriale di San Pietro è la costruzione religiosa più antica del paese: compare per la prima volta nelle carte ufficiali medievali nel 1304, nelle quali si nomina quale reggente il presbitero Rufino.

La chiesa, all’epoca, era a volta, in perfetto stile romanico lombardo, e risale al secolo XI; aveva solo un altare a muro con sopra un quadro sacro.

Alcuni recenti lavori di restauro hanno riportato al suo originale splendore il vecchio abside della chiesa, un'antica pieve di cui rimane un frammento di fonte battesimale in un rustico di campagna.

Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo

La Chiesa Parrocchiale risale al secolo XVII (la sua costruzione incominciò nel 1604); purtroppo, gli anni immediatamente successivi non consentirono libertà di lavoro ai costruttori, poiché imperversarono guerre, saccheggi e pestilenze, così che l’opera fu più volte interrotta.  Sono pregevoli gli affreschi, situati ai lati dell’altare, del pittore Ivaldi Pietro Maria detto “Il muto”, e le tele del pittore Giovanni Monevi, nativo di Visone. Recentemente restaurate, sette tele di indubbia maestria ritmano l’unica navata della costruzione con scene di santi e della vita di Cristo: in una di esse accanto alla figura di S. Pudenziana compare uno scorcio del paese di Visone del XVI secolo.

Secondo i documenti d’archivio, fu cantata la prima messa il 29 giugno del 1695, presieduta dall’arciprete Don Carlo Giuseppe Gardini.

Recentissimo il restauro della facciata della chiesa. Degni di nota anche i due “tempietti” ai lati dell’ingresso che ricordano i caduti della Prima Guerra mondiale e XI centenario della Redenzione.

Casa Madama Rossi

Palazzo Madama Rossi, annoverato tra i principali monumenti di Visone, sorge a nord di Via Acqui in aderenza ad ovest con l'antico Oratorio di San Rocco. Quando, tra il 1500-1700, il Borgo medievale di Visone si trasforma in centro urbano con la costruzione delle prime case fuori dal Borgo, si assiste alla realizzazione di due importanti monumenti: l' uno a significare il potere religioso, la nuova chiesa Parrocchiale in località Caldana; l'altro simbolo della classe aristocratica che aveva la propria base economica sulle proprietà terriere del circondario, Palazzo Madama Rossi, edificio a corte con loggiato rinascimentale affrescato e colonnati.