La prima citazione "storica" del paese è riportata in una preziosa pergamena del sec. X. Si tratta dell'atto relativo alla fondazione dell'Abbazia di San Quintino a Spigno nell'anno 991. Questo importantissimo documento venne stipulato nel Castello di Visone.

Tra il 1500 e il 1700 il Borgo medioevale si trasformò in centro urbano con la costruzione di case al di fuori del borgo stesso, della nuova chiesa Parrocchiale in località Caldana, del Palazzo a Corte con loggiato e colonnati (Palazzo Rossi - Madama): periodo nel quale visse e lavorò il pittore Giovanni Monevi Nella seconda metà del 1600. Nel 1861 un'alluvione e il conseguente straripamento del fiume Bormida provocarono una frana nel Borgo vecchio che coinvolse alcune case e la Chiesa di Santa Maria delle Grazie del Borgo. Successivamente, nel 1893 fu inaugurata la linea ferroviaria Acqui - Ovada, estesa l'anno successivo sino a Genova, che collegò direttamente Visone alle due città: lo sviluppo industriale che ne deriva porta nel 1895 alla nascita della filanda per la lavorazione di seta e lana. Poco dopo, nel 1897 inizia lo sfruttamento delle Cave di calcare e si costruiscono le fornaci per la cottura della pietra e per ottenere la calce idrata finchè, nel 1910, inizia la produzione di energia elettrica nella centrale lungo il Bormida.

Nel 1929 Visone viene inglobato nel Comune di Acqui e ne segue le sorti fino al primo gennaio 1948, anno in cui riprende la propria autonomia.    

Il pittore Giovanni Monevi è tra gli artisti più illustri che operarono a Visone e nell’Acquese nel XVII secolo. Nasce a Visone il 18 Maggio 1637 da una delle famiglie più antiche del paese.  Le volte e la cupola della cattedrale di Acqui Terme portano la sua firma.

Il recente studio di C. Prosperi, A. Vercellino e S. Arditi (“A due passi dal paradiso: Giovanni Monevi e la sua bottega”, Ed. Impressioni Grafiche) analizza le opere principali del pittore visonese: oltre  alle volte e la cupola della Cattedrale di Acqui, commissionategli dal Vescovo Antonio Picuti, il quadro dell’Assunta nella stessa Cattedrale, le tele della Chiesa Parrocchiale di San Pietro e Paolo a Visone (oggetto di un recente e accurato lavoro di restauro), i dipinti di Palazzo Madama, altre opere ospitate nell’Oratorio di San Rocco, nella Chiesa di S. Maria delle Grazie, negli edifici religiosi e nelle collezioni private negli altri paesi dell’Acquese.